IL Bollettino della Biblioteca

 

Gennaio 2017

 

 

Lo Stupore

 

 

 

RUBRICA: Dillo in versi

Greta Mangiameli 3SC

 

 

 

 

L’anno nuovo

Gianni Rodari

 

Indovinami, indovino,

tu che leggi nel destino:

l’anno nuovo come sarà?

Bello, brutto o metà e metà?

Trovo stampato nei miei libroni

che avrà di certo quattro stagioni,

dodici mesi, ciascuno al suo posto,

un carnevale e un ferragosto,

e il giorno dopo il lunedì

sarà sempre un martedì.

Di più per ora scritto non trovo

nel destino dell’anno nuovo:

per il resto anche quest’anno

sarà come gli uomini lo faranno.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Top buoni propositi 2017

Il terzo lunedì di gennaio sembrerebbe essere il “Bue Monday” ossia il giorno più triste dell’anno. È una tradizione inglese che nasce da un complesso calcolo matematico risalente ai primi anni 2000 ed attribuito Cliff Arnall. L’equazione prende in considerazione diverse variabili come il meteo, il salario mensile, il tempo che ci separa dalle prossime festività, il tempo trascorso da quando ci siamo resi conto che i buoni propositi per l’anno nuovo sono falliti. Per molti rimane una trovata pubblicitaria priva di basi scientifiche, comunque, per allontanare la malinconia e continuare a credere nella carica positiva dei primi giorni di gennaio, ecco un breve lista dei buoni propositi più diffusi tra ragazzi di 16 anni.

  • Leggere un libro in più rispetto all’anno precedente
  • Cominciare la dieta
  • Studiare di più rispetto all’anno precedente
  • Gestire al meglio gli impegni
  • Risparmiare
  • Non cedere alle tentazioni
  • Rendere il bollettino più lungo e interessante
  • Rispettare i buoni propositi!

Sondaggio effettuato tra gli studenti della 3SC.

 

 

RUBRICA: musica e dintorni

Milo Repossi 3SC

2017 E MUSICA

 

Il 2017 sarà un anno di intensa produzione musicale, e tra gli album più attesi spiccano alcuni grandi nomi di artisti che hanno segnato la storia del millennio scorso. Eccone alcuni:

Gorillaz

Damon Albarn e la sua crew di personaggi animati sono fermi ai box dall’inizio del decennio.

Come accade tradizionalmente coi Gorillaz non sono noti molti dettagli riguardo al nuovo album,

ma Jamie Hewlett, l’artista che ha inventato la loro estetica, ha promesso che il disco sarà “qualcosa di speciale”.                                                                                      

The XX, ‘I See You’

Jamie, degli XX, ha parlato del terzo album del gruppo come di un distaccamento dalla loro “comfort zone”:

un’opera che guarda più all’esterno che verso l’interiorità, aperta ed espansiva. Sarà il loro lavoro più pop,

che abbandonerà il minimalismo a cui ci hanno abituato per un suono più corposo e prodotto.

The Shins, ‘I Gleek on Your Grave’

James Mercer, il cantante della band, aveva promesso un nuovo album per il 2017, e a ottobre era uscito un teaser con il titolo del disco.

Poi, quando gli Shins sono tornati sul palco, la loro scaletta prevedeva due nuovi brani: Dead Alive e Rubber Balls; il primo dei qual rilasciato anche su YouTube.

 

The Strokes

Uno dei due chitarristi degli Strokes, Nick Valensi, ha confermato che la rock band di New York sta scrivendo un album che potrebbe vedere la luce durante l’anno:

un lavoro che arriverebbe dopo l’EP del 2016 Future Present Past.

 

 

RUBRICA:Ciack si gira!

3SC

 

COLLATERAL BEAUTY 

 

Howard Inlet (Will Smith) è un importante agente pubblicitario di New York. Quando una tragedia colpisce la sua vita in modo irrimediabile, l’uomo finisce in un vero e proprio circolo vizioso, uno stato catatonico che annulla ogni suo entusiasmo.. L’uomo inizia a scrivere lettere indirizzate alle entità astratte che regolano la vita come il Tempo, l’Amore e la Morte. Un giorno, Howard incontra queste entità in forma umana ..

Film che fa riflettere, enigmatico,tra la commedia e il dramma

 

 

PASSENGERS

 

Durante un viaggio verso un altro pianeta al fine di creare una una nuova societa, due passeggeri vengono svegliati dal loro stato di ibernazione  90 anni prima del previsto per un guasto della nave spaziale. Jim (Chris Pratt) e Aurora (Jennifer Lawrence) si ritrovano con la prospettiva di passare il resto della loro vita a bordo, ma scoprono che l'astronave è in grave pericolo. La vita di 5000 passeggeri addormentati dipende da loro.

Un film  molto accattivante, con una scenografia futuristica. Colpiscono i temi dell’ibernazione, e della solitudine.

Da non perdere per gli effetti speciali e per la storia che fa riflettere sul senso della vita.

 

 

 

 

 

RUBRICA:Recensioni

 

 

Autore: R.J.Palacio

Titolo: Wonder

Casa Editrice: Giunti

August, 11 anni, è nato con una deformazione facciale a causa della quale non è mai andato a scuola seguendo solo lezioni private a casa. Per la prima volta in tutta la sua vita Auggie si trova ad affrontare i coetanei alle  “terribili Medie”. All’inizio per lui è molto dura, fa fatica ad ambientarsi e quasi tutti, a eccezione di Summer e Jack, non gli rivolgono parola. Ma poi, affrontando una serie di difficoltà legate soprattutto al bullismo, riesce a conquistare il cuore di tutti i suoi compagni che dopo mesi riescono finalmente a non giudicarlo solo dall’aspetto esteriore. Le vicende di Auggie non vengono descritte solo dal suo punto di vista ma anche da quello dei suoi familiari e delle persone che lo circondano mostrando le diverse angolature ed emozioni dei vari personaggi.

Il  libro è davvero molto bello, soprattutto le parti raccontate da personaggi femminili mi sono sembrate scritte meglio e con maggiore attenzione alle emozioni, molto probabilmente perche l’autrice è donna e si immedesimava meglio in quelle parti. La storia di Auggie mi ha colpito e mi ha fatto capire che c’è troppa superficialità nel mondo e che va combattuta. Della trama mi è piaciuto soprattutto il fatto che ad un certo punto i suoi amici si sono battuti per difenderlo e l’hanno aiutato a superare momenti difficili, e che l’unico motivo per cui Auggie non accettava il suo aspetto era perché gli altri lo credevano un “mostro” e non perché non si piacesse realmente così.

 

Letizia Maruffi 2SB

 

Autore: R.J.Palacio

Titolo: Il libro di Julian

Casa Editrice: Giunti

L’autrice della serie Wonder, R.J.Palacio, ha deciso di scrivere questo spin-off intitolato ‘Il libro di Julian’ per dare maggiore spazio all’omonimo personaggio e in modo da far capire ai lettori che le azioni compiute dal bullo erano ‘motivate’. Il libro narra alcuni punti cruciali del libro Wonder dal punto di vista di Julian, un ragazzo che bullizza ‘involontariamente’ August Pullman, il compagno con il viso deformato a causa di una rara malattia.

Julian è uno dei ragazzi più popolari nella sua classe: ha un sacco di amici e va d’accordo con tutti. Ma tutto ciò ha fine con l’arrivo di August che gli causa attacchi di panico. Julian,, infatti,è continuamente perseguitato da incubi nei quali Auggie e la sua ‘faccia raccapricciante da fantasma dell’opera’ regnano sovrani. Julian comincia così a “bullizzarlo.” Riuscirà a rimediare in tempo all’errore che sta commettendo?

Devo ammettere che il libro, all’inizio, non mi era piaciuto. Non avevo letto Wonder e, quindi, gran parte della spiegazione introduttiva mi era risultata confusionaria. Piano piano, però, ho iniziato ad appassionarmi alla storia e a capire chi erano il signor Kiap, August e i vari personaggi. La parte che mi ha coinvolto di più, inoltre, è stata la comparsa della nonna di Julian. Credo che tutti i lettori del libro si siano commossi nel leggere la storia d’amore tra la nonna di Julian e ‘Torteau’, un ragazzo invalido deportato ad Auschwitz due mesi prima della liberazione. Questo libro, in definitiva, ci insegna che tutte le persone, dalla più cattiva alla più gentile, hanno i loro problemi. C’è chi si sfoga con la rabbia come fa Jules, oppure chi si ‘sfoga’ con la gentilezza, come nel caso di August e ‘Torteau’. Ma l’importante non è fare sempre la cosa giusta, l’importante è capire i propri errori in tempo e migliorarsi piano piano. Perché la vita è una sola, e non dovrebbe essere sprecata.

Lorenzo Gatti 2SB

 

 

 

Autore:Giulio Massobrio

Titolo: Autobus Bianchi

Casa Editrice: Bompiani

 

Siamo nel 1945e la seconda guerra mondiale è quasi giunta al termine. Il nostro protagonista, Martin Davies, è una spia ed è sulle tracce del Lupo, un tedesco, nazista che diffonde terrore su ambo i fronti. Ma  i giochi si invertono e presto sarà lui a dover scappare. La storia si svolge principalmente a Lubecca, a Copenhagen e nell’aperta campagna tedesca ma il Lupo non è  l’unico nemico: c’è anche un feldmaresciallo dello spionaggio nazista oltre che i servizi segreti. Il tempo intanto passa e le poche certezze acquisite sembrano vanificarsi.

 Tutto si basa sulla vera storia degli autobus bianchi danesi finlandesi e svedesi del conte Bernadotte i cui equipaggi erano in corsa per salvare quante più persone possibili dai lager nazisti

 

Massimo Mosca 3SC

 

Kurogane

 

Titolo originale                                                               

Kurogane (Haruto Ikezawa)

Titolo inglese

Kurogane (Haruto Ikezawa)

Nazionalità

Giappone

Casa Editrice

Shueisha

Disegni

Haruto Ikezawa

Storia

Haruto Ikezawa

Categoria

Shounen 

Genere

Commedia  Scolastico  Soprannaturale  Sport 

Anno

2011

Volumi

8

Trama: Hiroto Kurogane è un liceale, il migliore della classe tranne che per le attività fisiche. Nato con un corpo debole, non ha resistenza, velocità o forza, ma Hiroto vorrebbe diventare un eroe più di ogni altra cosa. Il destino pare farsi beffe di lui, difatti gli ha donato un'ottima vista che gli permetterebbe di superare chiunque altro in ogni sport se non fosse per l'incapacità di reagire del suo stesso corpo. Grazie al suo amico Shiratori, che vorrebbe reclutarlo nel club di Kendo, viene a conoscenza di una strana voce secondo la quale un fantasma di nome Sayuri Tojo si aggira per i vicoli della città brandendo una katana. Hiroto scopre infine che Sayuri Tojo è davvero un fantasma che da 150 anni cerca un successore a cui trasmettere la sua tecnica di spada, lo stile "Sakura". Nel momento in cui Hiroto riesce a schivare un suo colpo, Sayuri decide che egli sarà il suo successore e lo costringe ad imparare lo stile Sakura. Grazie anche all'aiuto dei fantasmi di antichi spadaccini, Hiroto proverà a superare i limiti del suo fisico diventando l'eroe che ha sempre sognato.

 

Yessine Ben Moghren 2SC

 

Cos'è lo stupore?

  Stupore è una delle parole filosofiche per eccellenza. Si ripete sempre che, agli inizi della filosofia, ci sia lo stupore, la meraviglia. Lo affermano sia Platone sia Aristotele, ed è da loro che lo abbiamo imparato. Il meravigliarsi, l'improvvisa sorpresa spingono l'uomo alla ricerca di risposte. Questo sentimento o stato d'animo era detto dai greci thaumàzein e, in quel thàuma, stavano sia la gioia della novità, sia l'angoscia dell'ignoto.

 Lo stupore è un «forte e veloce scuotimento dell'attenzione verso un oggetto nuovo e inatteso, del quale l'anima dapprima non sa se è buono o cattivo» ; questa citazione mette in luce lo stretto legame dello stupore con l'attenzione. L'attenzione c'è, è lì presente, sembra uno stato preesistente, necessario e sufficiente, sul quale cade l'oggetto «nuovo e inatteso» che la muove energicamente, la scuote e la sollecita, generando stupore e meraviglia.

Platone, nel dialogo Teeteto, afferma che «è proprio del filosofo questo che tu provi, di essere pieno di meraviglia: né altro inizio ha il filosofare che questo»; Aristotele, nella Metafisica (I, 2, 982b12), sostiene che «gli uomini hanno cominciato a filosofare, ora come in origine, a causa della meraviglia».
Lo stupore è lo stato di chi rimane «attonito» (dal lat. ad-tonare, tuonare), come stordito dal tuono; è la condizione di chi, di fronte ad un evento sorprendente, resta fermo e immobile.
Lo stupore è, come l'acqua per Talete, principio, in quanto inizio e caratteristica permanente. Importante è allora «tenere in vita lo stupore in quanto tale, non trasformarlo con dimostrazioni e spiegazioni in qualcosa di noto e conosciuto». Il fatto che all'inizio della filosofia ci sia l'acqua non va interpretato, o non va interpretato soltanto, in quanto dato empirico e materiale; infatti l'immagine del fiume, metafora eminente del tempo e della vita, che ha influenzato per secoli il pensiero filosofico, è anche origine del divenire e, per Talete, principio di tutte le cose e principio del filosofare e di tutta la filosofia.
Alla fonte, dove l'acqua è chiara e limpida, l'informazione è ancora autentica, non falsificata ma vera. Come se la fonte, l'origine, possedesse un grado di chiarezza e purezza e trasparenza che si perde nello scorrere successivo.

Iustin Cocu IV SB

Anamorfismo

 

Il procedimento di deformare una figura in modo da renderla riconoscibile solo da una posizione privilegiata risale alla seconda metà del XV secolo. Questa tecnica deriva direttamente dal concetto di prospettiva, che cominciò a muovere i primi passi nel XIV secolo con Ambrogio Lorenzetti e Filippo Brunelleschi, e, nel secolo successivo, con il Masaccio, Leon Battista Alberti, Piero della Francesca e lbrecth Dürer. Il primo documento scritto che descrive compiutamente l’anamorfosi si trova nel Codice Atlantico di Leonardo da Vinci (1515) in cui è disegnato il volto distorto di un bambino. Leonardo definisce questo modo di disegnare “prospettiva accidentale”, in contrapposizione alla “prospettiva naturale”, in quanto oggetti lontani dovevano essere disegnati più grandi di quelli vicini, al contrario di quello che si osserva nella realtà.

In verità, un esempio di anamorfosi era stato già realizzato nel 1472 da Piero della Francesca nella Pala di Brera. In questo capolavoro, l’uovo sospeso, che appare sullo sfondo, si trasforma in una sfera perfetta se osservato da una certa angolazione.

Un’anamorfosi ancora più evidente è nel dipinto “Gli ambasciatori” di Hans Holbein (1533), in cui è raffigurato un teschio deformato, irriconoscibile da una osservazione centrale.

 

 

 

 

Tra la fine del 1500 ed il 1700 assistiamo ad un fiorire di trattati sulla prospettiva e sulle tecniche per realizzare dipinti che diano l’impressione di una scena reale.

 Oggi i più diffusi esempi di anamorfismo sono le scritte pubblicitarie sui campi di calcio e nella Formula  Si tratta di insegne disegnate distorte sul suolo che, inquadrate dalla telecamera che riprende l'evento, appaiono in televisione come classici cartelloni pubblicitari, rialzati e ben proporzionati.

Tuttavia, gli esempi più spettacolari di arte anamorfica prospettica moderna sono realizzati da artisti “su strada”, che realizza no le loro opere all’aperto, disegnando anamorfismi prospettici su piazze, strade e muri delle città. Le dimensioni di queste opere sono imponenti, fino a diverse centinaia di metri quadri, e…. l’effetto prospettico è dirompente!

 

 

 

 

Una reggia che stupisce: la Reggia di Versailles

        

    La Reggia di Versailles, fatta costruire da Luigi XIV, rappresenta il simbolo della ricchezza e del potere assoluto della monarchia francese e il modello per numerosi edifici europei. In Italia, per esempio ricordiamo la splendida Reggia di Caserta.

Il 14 maggio 1643 Luigi XIV, il re Sole, salì sul trono di Francia.

Tra i suoi piani c’era quello di privare la nobiltà di tutti i suoi poteri politici, dandole in cambio incarichi compensati con alte paghe. Contemporaneamente indusse i nobili  a lasciare le proprie residenze e a risiedere a corte per averli sotto il proprio controllo. Per questo motivo, nel 1661, Re Sole ordinò la costruzione di una reggia a Versailles, una cittadina a 15 km da Parigi.

I lavori per la Reggia di Versailles durarono 54 anni e all’impresa lavorarono numerosi architetti e ingegneri. Per la sua  costruzione furono mobilitati migliaia di uomini e altrettanti cavalli; i materiali utilizzati ammontarono a decine di milioni di tonnellate di pietra, marmi, tubature, carbone per un costo di 100 milioni di franchi d’oro. Purtroppo ci furono centinaia di morti e migliaia di feriti per incidenti sul lavoro, oltre alle  migliaia di vittime per la malaria che colpiva le zone  paludose della regione.

Il risultato finale fu un’immensa residenza, racchiusa da un muro di cinta lungo 40 chilometri, in cui si aprivano 24 porte monumentali. All’interno vi è un enorme parco, una parte del quale è dedicata alle passeggiate mentre l’altra alla caccia. L’elemento più caratteristico del giardino è l’acqua: infatti ci sono numerosi bacini, fontane e stupefacenti giochi d’acqua. Il più importante è il Grand Canal, lungo un chilometro e mezzo. In tutto i Giardini di Versailles ospitano 50 fontane, per un totale di ben 620 getti d’acqua.

 Un’altra delle meraviglie della Reggia di Versailles è la Galleria degli specchi, un’immensa sala nella quale, a ciascuna grande finestra sul giardino, corrisponde, nella parete opposta, un’arcata ricoperta da specchi che rimandano la luce creando un effetto di estremo stupore. Sul muro all'epoca c'erano tremila candele che, riflettendosi contro i numerosi specchi, illuminavano la stanza creando meravigliosi giochi di luce. La Galleria veniva utilizzata quotidianamente come luogo di passaggio, di attesa e di incontro ed era frequentata da cortigiani e da visitatori.

 

La Reggia di Versailles comprendeva 364 appartamenti nelle ali a Sud e a Nord, mentre, nel corpo centrale, si trovavano le sale da ballo e di rappresentanza, gli uffici del governo e gli appartamenti reali. Il complesso accoglieva una corte di 5.000 persone che, in particolari occasioni, diventavano anche 10.000.

La Reggia di Versailles, pur essendo così sfarzosa, non era  confortevole. D’inverno i corridoi e le stanze erano attraversati da correnti d’aria gelida e era priva di servizi  igienici. L’unico ad avere una stanza da bagno dotata di una fossa biologica era il re; gli altri si servivano dei vasi da notte perché i gabinetti, posti all’esterno, erano solo 5 per ben 5.000 abitanti.

La Reggia di Versailles può essere considerata uno dei monumenti più maestosi e stupefacenti del mondo: maestoso, per quanto riguarda la superficie, l’immenso parco, il numero di fontane, stupefacente perché è particolarmente sfarzosa e incredibilmente ricca di pregevoli opere architettoniche ed artistiche.

 

                                                                                             Erica Casassa e Martina Scabini IVSB

“Meraviglioso”

Meraviglioso” è un singolo di Domenico Modugno pubblicato su 45 giri nel 1968. Non ebbe tanto successo tanto che venne anche scartato dalla giuria del festival di San Remo. Venne poi ripubblicato nel 1971 con un nuovo arrangiamento. Questa canzone, scritta da Riccardo Pazzaglia, racconta la vicenda di un uomo disperato che una notte decide di suicidarsi. Un angelo, “vestito da passante”, lo convince a non farlo e gli dice quanto il mondo sia meraviglioso e che “persino il tuo dolore potrà apparire poi meraviglioso”. Nel 2008 questo brano è stato reinterpretato dal gruppo salentino dei Negramaro ed è diventato subito un grande successo. Il testo di questa canzone è particolarmente significativo e si rivolge  a chi è in conflitto con il mondo e a chi attraversa un momento di crisi perché ci fa apprezzare i veri valori della vita.

                            Brando Callegari, Sebastian Guaraglia, Matteo Salvi, Jacopo Spalla IV SB

 

E' vero

credetemi è accaduto

guardando l'acqua scura

con la dannata voglia

di fare un tuffo giù

 

D'un tratto

qualcuno alle mie spalle

forse un angelo

vestito da passante

mi portò via dicendomi così:

Meraviglioso

ma come non ti accorgi

di quanto il mondo sia

meraviglioso

 

Meraviglioso

perfino il tuo dolore

potrà apparire poi

meraviglioso

 

Ma guarda intorno a te

che doni ti hanno fatto:

ti hanno inventato

il mare

Tu dici non è niente

Ti sembra niente il sole!

La vita

l'amore

 

Meraviglioso

il bene di una donna

che ama solo te

meraviglioso

La luce di un mattino

l'abbraccio di un amico

il viso di un bambino

meraviglioso

meraviglioso

meraviglioso

meraviglioso

 

meraviglioso

 

Ma guarda intorno a te

che doni ti hanno fatto:

ti hanno inventato

il mare

Tu dici non è niente

Ti sembra niente il sole!

La vita

l'amore

 

Meraviglioso

il bene di una donna

che ama solo te

meraviglioso

La notte ora finita

e ti sentivo ancora

l'amore della vita

Meraviglioso

Meraviglioso...

 

Riccardo Pazzaglia, Domenico Modugno

 

 

 

 

 

RUBRICA: Giochi

Martinio Piaggi 3SC

SUDOKU e UN PROBLEMA MATEMATICO!

 

                      

 

Diofanto di Alessandria fu un matematico greco antico, considerato il padre dell’algebra. A Diofanto si deve un famoso problema, che egli stesso volle venisse scritto sulla propria tomba sotto forma di epitaffio:

Dio gli concesse la giovinezza per un sesto della sua vita. Poi, dopo un altro dodicesimo di vita, la barba cominciò a crescere. Dopo dopo un settimo si sposò e finalmente dopo cinque anni ebbe un figlio che, ahimè, appena raggiunta la metà degli anni di vita del padre, morì. Dopo 4 anni, anche Diofanto raggiunse il termine della sua vita. Quanto visse Diofanto?